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Abbandono del tetto coniugale

L’abbandono del tetto coniugale deve essere provato non solo quanto alla sua concreta verificazione ma anche nella sua efficacia determinativa della intollerabilità della convivenza e della rottura dell’affectio coniugalis.

Il giudice di prime cure, interpellato nell’attuale vicenda di separazione, aveva pronunciato la medesima e determinato l’assegno mensile da versare in favore delle figlie della coppia nonché l’assegno di mantenimento in favore dell’ex moglie. Quest’ultima tuttavia proponeva appello, insistendo nella domanda di addebito in considerazione della relazione extra-coniugale intrattenuta dal marito e dell’abbandono del domicilio coniugale. Circostanze che avrebbero determinato la crisi irreversibile del matrimonio; il gravame veniva però respinto dalla Corte d’Appello, dando occasione all’ex moglie di ricorrere per cassazione.

Tra gli altri motivi di cui si doleva la ricorrente, in particolare la medesima aveva sottolineato l’omesso esame di un fatto decisivo, in violazione degli artt. 143, 146, 151 c.c., laddove il giudice del gravame non aveva motivato sulla circostanza dell’abbandono del tetto coniugale da parte dell’ex marito, quale causa di addebito della separazione.

Il motivo è stato però giudicato inammissibile dagli ermellini: il fatto in sé dell’abbandono del tetto coniugale doveva comunque essere provato non solo quanto alla sua concreta verificazione ma anche nella sua efficacia determinativa della intollerabilità della convivenza e della rottura dell’affectio coniugalis. La giurisprudenza ritiene infatti che non costituisce violazione di un dovere coniugale la cessazione della convivenza quando ormai il legame affettivo fra i coniugi è definitivamente venuto meno e la crisi del matrimonio deve considerarsi irreversibile.

A tal proposito è stato infatti affermato che l’allontanamento di uno dei coniugi dalla casa familiare costituisce, in difetto di giusta causa, violazione dell’obbligo di convivenza e la parte che, conseguentemente, richieda la pronuncia di addebito della separazione ha l’onere di provare il rapporto di causalità tra la violazione e l’intollerabilità della convivenza, gravando, invece, sulla controparte la prova della giusta causa.

Cass., 23 aprile 2019, n. 11162

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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