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Nuovo nucleo familiare e assegno di mantenimento: perdita del diritto

La formazione di un nuovo nucleo familiare di fatto da parte del coniuge avente diritto all’assegno di mantenimento dà luogo alla perdita definitiva del diritto a percepire sia l’assegno di mantenimento sia l’assegno divorzile.

La vicenda de qua ha preso spunto dalla dichiarazione di separazione tra i coniugi in sede di separazione consensuale; sorvolando sulle questioni pratiche, risolte dal tribunale, quel che preme sottolineare sono le conclusioni cui il medesimo è giunto in relazione al diritto all’assegno di mantenimento.

Nella specie, il giudice ha respinto la richiesto da parte dell’ormai ex moglie all’ottenimento di un importo mensile a titolo di assegno divorzile. Quest’ultima, infatti, come da lei stessa dichiarato, viveva da tempo in modo stabile con un nuovo compagno: si tratta di una circostanza che rende applicabile quanto più volte asserito dalla giurisprudenza di legittimità, orientamento per il quale la formazione di un nuovo nucleo familiare di fatto da parte del coniuge avente diritto all’assegno di mantenimento dà luogo alla perdita definitiva (ovverosia anche per l’ipotesi in cui la famiglia di fatto venga successivamente a sciogliersi) del diritto a percepire l’assegno di mantenimento e/o l’assegno divorzile.

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

Infatti, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post – matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

Trib. Savona, 1° agosto 2019, n. 757

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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