Close
banca-responsabilità-pagamento

Banca: responsabilità per pagamento assegno a persona diversa dal prenditore

Banca: nell’azione di responsabilità promossa nei confronti della banca che abbia pagato l’assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo prenditore, l’istituto di credito è ammesso a provare che l’inadempimento non le è imputabile.

L’interessante questione veniva risolta dal tribunale all’indomani della domanda proposto da un’assicurazione nei confronti di un istituto bancario per sentirlo condannare al pagamento in suo favore di una somma, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali dal dovuto al saldo effettivo, in ragione della comportamento non conforme ai canoni di diligenza della convenuta.

In particolare, parte attrice asseriva di aver emesso, nell’ambito dell’attività liquidativa, un assegno di traenza, non trasferibile, intestato al terzo beneficiario, che, tuttavia, aveva poi dichiarato all’ispettorato sinistri di non aver mai ricevuto detto titolo, né di averlo mai portato all’incasso. Cionondimeno l’assicurazione aveva poi verificato che invece tale titolo risultava negoziato e incassato presso uno sportello della banca convenuta; motivo per cui, se per un verso l’intestatario visionando il titolo portato all’incasso e le firme emesse, per traenza e per girata le denunciava come apocrife, per altro verso parte attrice era costretta, pur non ritenendosi responsabile, ma al fine di non essere inadempiente verso il beneficiario, ad emettere un nuovo titolo, estinguendo così la propria obbligazione verso l’avente diritto.

L’assicurazione riteneva dunque l’istituto bancario responsabile per la violazione delle disposizioni concernenti la circolazione e l’incasso degli assegni di traenza non trasferibili e per l’errata identificazione dell’effettivo beneficiario del titolo negoziato.

Orbene, il giudice, nel dirimere la controversia, ha anzitutto ricordato che senza dubbio la responsabilità della banca negoziatrice consiste nell’aver consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall‘art. 43 legge assegni – r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736, l’incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo. Si tratta di una responsabilità di natura contrattuale, nell’ambito della quale rilevano i doveri di correttezza e buona fede enucleati dagli artt. 1175 e 1375 c.c..

Cionondimeno, trattandosi nella specie di responsabilità da contatto sociale qualificato, il criterio che presiede alla valutazione della suddetta responsabilità è quello delineato dagli artt. 1176 e 1218 c.c..

Riprendendo le fila del caso in esame, la banca negoziatrice, che ha pagato l’assegno non trasferibile a persona diversa dall’effettivo prenditore, è comunque ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza dovuta, che è quella nascente, ai sensi dell’art. 1176, co. 2., c.c., dalla sua qualità di operatore professionale, tenuto a rispondere del danno anche in ipotesi di colpa lieve.

Queste le ragioni per cui il giudice ha ritenuto doversi risolvere la questione in favore della compagnia assicuratrice: la convenuta, infatti, pur avendo asserito di aver adoperato tutte le prescrizioni previste dalla normativa per la negoziazione del titolo, in concreto nulla ha provato, limitandosi però alla sola produzione documentale dell’assegno negoziato.

Trib. Roma, 8 gennaio 2019, n. 326

Redazione A-I.it Avvocati Associati in Italia

Condividi!

Read in this month : 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares