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Comunione dei beni: il coniuge ha diritto al rimborso spese?

Il diritto al rimborso delle spese sostenute da un coniuge per la manutenzione di beni immobili rientranti nel regime di comunione legale sussiste solo se sia dimostrato il consenso dell’altro coniuge o in caso di urgenza.

Nella vicenda giunta all’attenzione della Corte di Cassazione, un ex coniuge si doleva del respingimento da parte delle corti di merito della domanda di rimborso, esperita nei confronti dell’altro coniuge, delle spese sostenute per la manutenzione dei beni immobili ricadenti nell’ambito del regime di comunione legale.

Tuttavia, l’ex marito non trovava maggior fortuna dinanzi ai giudici di legittimità: gli ermellini hanno infatti sposato la tesi dei giudici di primo e secondo grado, secondo i quali la domanda di rimborso doveva essere rigettata in ragione dell’inderogabilità delle norme relative all’amministrazione dei beni della comunione dei coniugi, di cui all’art. 210, co. 3, c.c..

Del resto, il rimborso era stato chiesto per quel che concerneva le spese sostenute per la manutenzione di immobili comuni sia durante la vigenza del regime di comunione legale sia dopo la sua cessazione, avvenuta per effetto di separazione coniugale, pretesa che, tuttavia, non può trovare conforto né in relazione al primo arco temporale né in relazione al secondo (comunione legale prima e comunione ordinaria poi).

Si ricorda infatti che, per quel che concerne la comunione legale, il regime è regolato dall’art. 180 c.c., secondo il quale l’amministrazione dei beni della comunione spetta disgiuntamente ad entrambi i coniugi per gli atti che non eccedono l’ordinaria amministrazione, mentre ogni altra attività deve essere compiuta con il consenso di entrambi i coniugi; d’altra parte, in regime di comunione ordinaria, sorto a valle della separazione, il comproprietario non può compiere autonomamente “atti di amministrazione senza il consenso dell’altro comunista (…) titolare, ai sensi dell’art. 1105 c.c., del pari diritto di concorrere nella amministrazione della cosa comune”.

Questi i motivi per i quali, sia in caso di comunione legale che in ipotesi di comunione ordinaria, per quel che concerne il compimento di atti non urgenti, eccedenti l’amministrazione ordinaria, è sempre necessario il consenso dei soggetti che partecipano alla comunione e nulla spetta, a titolo di rimborso spese, al coniuge che abbia provveduto ad effettuare lavori di manutenzione senza aver prima ottenuto il consenso dell’altro coniuge.

Cass., 23 agosto 2017, n. 20283/o.

Redazione A-I.it Avvocati Associati in Italia

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