Close
condizione-meramente-potestativa

La condizione meramente potestativa

La condizione è meramente potestativa quando consiste in un fatto volontario il cui compimento o la cui omissione dipenda dal mero arbitrio della parte, svincolato da qualsiasi razionale valutazione di opportunità e convenienza.


La vicenda aveva visto una società agire nei confronti del proprio conduttore per sentirlo condannare al pagamento in suo favore, in ragione di un’espressa pattuizione accessoria al contratto, appunto, di locazione tra loro stipulato, quale compenso per le migliorie apportate all’immobile dalla società.

Mentre il giudice di primo grado accoglieva la domanda, la Corte d’Appello, ribaltando la decisione, aveva invece sposato le conclusioni del conduttore. La questione giungeva così all’attenzione della Corte di Cassazione, che ha confermato il decisum dei giudici di secondo grado.

Gli ermellini hanno in primo luogo preso atto che il testo della clausola negoziale in discussione era chiaro nel prevedere il pagamento dell’importo pattuito, in caso di recesso, disdetta o risoluzione del contratto, senza limitazioni; per altro non solo non vi era alcuna espressione letterale che consentiva di ritenere che si fosse inteso escluderlo nell’ipotesi in cui l’iniziativa per il recesso fosse stata assunta dalla società conduttrice, ma neanche una siffatta limitazione era desumibile dal senso complessivo dell’atto.

L’attenzione si è dunque spostata sull’interpretazione di tale clausola e se, in particolare, la medesima dovesse esser considerata alla stregua di condizione meramente potestativa o meno.

A tal proposito, la Corte ha ricordato che la condizione è meramente potestativa quando consiste in un fatto volontario il cui compimento o la cui omissione non dipende da seri o apprezzabili motivi, ma dal mero arbitrio della parte, svincolato da qualsiasi razionale valutazione di opportunità e convenienza, sì da manifestare l’assenza di una seria volontà della parte di ritenersi vincolata dal contratto, mentre si qualifica potestativa quando l’evento dedotto in condizione è collegato a valutazioni di interesse e di convenienza e si presenta come alternativa capace di soddisfare anche l’interesse proprio del contraente, soprattutto se la decisione è affidata al concorso di fattori estrinseci, idonei ad influire sulla determinazione della volontà, pur se la relativa valutazione è rimessa all’esclusivo apprezzamento dell’interessato.

Nella specie, è evidente che la disdetta, il recesso e/o la risoluzione del contratto di locazione non possono ritenersi rientrare nella predetta nozione di condizione meramente potestativa, dal momento che certamente l’esercizio delle relative facoltà, pur rimesso all’esclusivo apprezzamento dell’interessato, richiede valutazioni di interesse e di convenienza che dipendono dal concorso di fattori estrinseci, idonei ad influire sulla determinazione della volontà, in virtù di seri o apprezzabili motivi, non dal suo mero arbitrio svincolato da qualsiasi razionale valutazione di opportunità e convenienza.

Cass. civ., Sez. VI, 18 maggio 2020, n. 9047/o.

Redazione A-I.it Avvocati Associati

Read in this month : 2

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *