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Il contratto di tirocinio

Nel contratto di tirocinio il dato essenziale è rappresentato dall’obbligo del datore di lavoro di garantire un effettivo addestramento professionale finalizzato all’acquisizione, da parte del tirocinante, di una qualificazione professionale.


Una dipendente aveva citato in giudizio l’azienda presso la quale aveva lavorato prima in forza di contratto a tempo determinato per la durata di tre mesi, poi prorogato, e poi in forza di contratto di apprendistato, per sentirla condannare, stante l’asserita nullità del secondo per mancanza degli elementi costitutivi del rapporto negoziale, al pagamento delle differenze retributive in relazione al trattamento economico previsto a regime per i lavoratori a tempo indeterminato titolari della qualifica nella quale l’attrice era stata inquadrata.

Il giudice di primo, accogliendo la domanda della dipendente, condannava la società convenuta al pagamento di quanto a lei spettante e dichiarava altresì la nullità del termine apposto al contratto de quo, accertando per l’effetto l’esistenza tra le stesse parti di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con il diritto dell’attrice alla riammissione in servizio, per l’effetto condannando la società a ripristinare il rapporto di lavoro. Dello stesso parere si era poi mostrata la Corte d’Appello.

Infine, giunta la vicenda all’attenzione degli ermellini, la questione ha trovato la medesima soluzione, avendo la Corte rigettato il gravame a lei proposto dall’azienda, ed ha offerto ai giudici l’occasione per fornire importanti chiarimenti in tema di contratto di apprendistato.

In tale tipo di contratto, il dato essenziale è rappresentato dall’obbligo del datore di lavoro di garantire un effettivo addestramento professionale finalizzato all’acquisizione, da parte del tirocinante, di una qualificazione professionale, sicché il ruolo preminente che la formazione assume rispetto all’attività lavorativa esclude che possa ritenersi conforme a tale speciale figura contrattuale un rapporto avente ad oggetto lo svolgimento di attività assolutamente elementari o routinarie, non integrate da un effettivo apporto didattico e formativo di natura teorica e pratica, con accertamento rimesso al giudice di merito ed incensurabile in cassazione, se congruamente motivato.

In quest’ottica, nel contratto di tirocinio il dato essenziale è rappresentato dall’obbligo del datore di lavoro di garantire un effettivo addestramento professionale finalizzato all’acquisizione, da parte del tirocinante, di una qualificazione professionale. Il ruolo preminente che la formazione assume rispetto all’attività lavorativa – che non solo spiega una serie di interventi del legislatore nazionale diretti a renderne effettiva la realizzazione ma che è particolarmente sentito anche nel diritto comunitario, come si desume dall’art. 127 del trattato istitutivo della Comunità Europea dal Regolamento del Consiglio n. 2081/93 del 20 luglio 1993 – esclude che possa ritenersi conforme alla speciale figura contrattuale voluta dal legislatore un rapporto avente ad oggetto lo svolgimento di attività assolutamente elementari o routinarie, non integrate da un effettivo apporto didattico e formativo di natura teorica e pratica.

L’apprendistato è un rapporto di lavoro speciale, in forza del quale l’imprenditore è obbligato ad impartire nella sua impresa all’apprendista l’insegnamento necessario perché questi possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato, occorrendo a tal fine lo svolgimento effettivo, e non meramente figurativo, sia delle prestazioni lavorative da parte del dipendente sia della corrispondente attività di insegnamento da parte del datore di lavoro, la quale costituisce elemento essenziale e indefettibile del contratto di apprendistato, entrando a far parte della causa negoziale.

La Corte ha chiosato precisando che è compito del giudice di merito verificare, con valutazione non censurabile in sede di legittimità se congruamente motivata, la ricorrenza di una attività formativa, pur modulabile in relazione alla natura e alle caratteristiche delle mansioni che il lavoratore è chiamato a svolgere, purché adeguata ed effettivamente idonea a raggiungere lo scopo di attuare una sorta di ingresso guidato del giovane nel mondo del lavoro.

Cass. civ., Sez. Lav., 20 maggio 2020, n. 9286/o.

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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