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Convocazione assemblea condominiale: valida anche tramite email

Convocazione dell’assemblea condominiale: ove sia lo stesso condomino ad aver richiesto la comunicazione della convocazione tramite email, la comunicazione medesima è perfettamente valida.

La peculiare questione era nata dall’impugnazione di una delibera condominiale da parte di un condomino che si doleva della mancata inintelligibilità del bilancio ivi approvato; il giudice di prime cure, nel rigettare le sue istanze, accertava la sua soccombenza virtuale e condannava il condomino al pagamento delle spese del giudizio.

Quest’ultimo appellava dunque il decisum, censurando la decisione del tribunale, che non aveva tenuto conto, a ben vedere, della cessazione della materia del contendere – nel mentre, la delibera impugnata era stata infatti sostituita con un’altra – ed aveva per altro considerato valida la comunicazione dell’assemblea tramite invio di email.

Orbene, per quel concerne il primo aspetto, la Corte d’Appello ha ricordato che costituisce semplice errore materiale l’aver dimenticato di riportare in dispositivo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Ha altresì ribadito la correttezza del decisum di prime cure, sulla scorta della palese intellegibilità del bilancio; per altro, il condomino medesimo aveva pacificamente ammesso che era stato rispettato il criterio di redazione del bilancio per cassa.

In relazione al secondo aspetto, e dunque per quel che riguarda la presunta violazione dell’art. 66 disp. att. c.c., la Corte ha respinto la doglianza del condomino, a mente del quale la convocazione sarebbe stata valida se comunicata tramite PEC, in quanto unica forma che può ritenersi equipollente alla raccomandata e tale da consentire all’amministratore di dare prova della ricezione dell’avviso stesso. La censura è infondata.

Infatti, se invero è corretto ritenere che unico strumento equipollente alla raccomandata indicata dalla disposizione di legge è la comunicazione PEC, posto che solo con tale modalità perviene al notificante un messaggio di accettazione e consegna dell’avviso, tuttavia nel caso di specie era stato lo stesso condomino ad aver richiesto la comunicazione avverso un mezzo informale quale l’email, non avendo egli indicato un indirizzo PEC bensì l’indirizzo, appunto, mail. Ne consegue che l’invio della mail ha rispettato le forme indicate dal condomino.

Per tali motivi dunque, la Corte d’Appello ha rigettato l’appello proposto.

Corte App. Brescia, Sez. II, 3 gennaio 2019, n. 4

Redazione A-I.it Avvocati Associati in Italia

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