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Diritto di accesso ai documenti condominiali

Il diritto dei condomini di accedere ai documenti condominiali può essere esercitato dagli stessi sia in sede di approvazione del rendiconto condominiale, sia durante il corso della gestione, sempre che tale accesso non intralci l’amministrazione e non sia contrario alla correttezza ed alla buona fede.

Un condomino, proprietario, unitamente alla moglie, di un appartamento impugnava la delibera assembleare con la quale il Condominio approvava il bilancio consuntivo ed il bilancio preventivo nonché la chiusura del conto corrente intestato al Condominio; a sostegno della domanda, l’attore assumeva una serie di irregolarità e di imprecisioni tali da rendere i bilanci né chiari né coerenti né tanto meno veridici. Per altro, a suo dire, la mancata consegna della documentazione ed ancora che la chiusura del conto corrente bancario avrebbe determinato una confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quello del Condominio.

Orbene, il tribunale ha innanzitutto ricordato che in punto di diritto si rileva che scopo della riforma della materia condominiale, realizzata con la L. 220/2012, è quello di dare carattere di ufficialità alla contabilità condominiale tenuta dall’amministratore. Pertanto, il registro di contabilità e il rendiconto sono documenti obbligatori nei quali l’amministratore di condominio deve riepilogare le entrate e le uscite annuali, e i crediti e i debiti risultanti a fine anno.

All’art. 1130 c.c., infatti, è previsto che l’amministratore deve curare la tenuta del registro di contabilità. In esso devono essere annotati, in ordine cronologico ed entro trenta giorni da quello dell’effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita della cassa e della banca. La tenuta del registro di contabilità è considerato un adempimento importante e la mancata osservanza di quest’obbligo costituisce grave irregolarità, che può provocare la revoca dell’amministratore di condominio. Il registro di contabilità, che può essere tenuto sia con modalità manuali che informatizzate, è parte integrante del rendiconto condominiale che annualmente verrà sottoposto all’assemblea dei condòmini per l’approvazione.

Anche il rendiconto condominiale è stato oggetto di regolamentazione; infatti il nuovo art. 1130 bis c.c. tratta espressamente di tale documento. La norma prevede che esso deve contenere le voci di entrata e di uscita e ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l’immediata verifica.

Se quanto premesso è vero, è pur vero che la giurisprudenza di legittimità ha più volte ricordato che il diritto di accesso dei condomini può essere esercitato sia in sede di approvazione del rendiconto condominiale, sia durante il corso della gestione; tale accesso non deve mai costituire un intralcio all’amministrazione e non può essere contrario alla correttezza ed alla buona fede; la copia dei documenti contabili richiesta dal singolo non può determinare un onere economico per il condominio; l’entità della spesa inerente l’esercizio di tale diritto non può essere tale da arrecare grave pregiudizio al singolo condomino.

Trib. Napoli, Sez. XII, 16 maggio 2019, n. 5113

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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