Close
esercizio-abusivo-professione

L’esercizio abusivo della professione medica

Posto che la condotta costitutiva dell’abusivo esercizio deve consistere nel compimento di uno o più atti riservati alla attività medica, e che tale professione si può estrinsecare oltre che nella capacità di individuare e diagnosticare le malattie, nel prescriverne la cura, nel somministrare i rimedi, anche nell’utilizzo di tecniche e macchinari particolarmente invasivi finalizzati all’eliminazione di inestetismi, commette il reato di esercizio abusivo della professione medica anche colui che esprima giudizi diagnostici, fornisca consigli ed appresti rimedi volti ad eliminare inestetismi, ogni qualvolta a tal fine sia necessario procedere mediante tecniche chirurgiche o con procedure altrimenti non consentite se non al medico in ragione della loro invasività o rischiosità.

Un tatuatore, esercitando abusivamente la professione di medico, aveva provocato gravissime lesioni a un soggetto, nel tentativo di procedere ad un trattamento di luce pulsata alla rimozione di un tatuaggio; era stato dunque imputato e condannato per il delitto di cui all’art. 590 c.p., riguardante le lesioni, nonché, ex art. 348 c.p., appunto, di esercizio abusivo della professione di medico.


Orbene, a prescindere dall’esito processuale, è interessante evidenziare quanto ricordato dalla Corte di Cassazione in tema di esercizio abusivo della professione.


I giudici sono fermi nel ritenere che il bene tutelato dal reato sia rappresentato dall’interesse generale a che determinate professioni vengano esercitate soltanto da soggetti in possesso di una speciale autorizzazione amministrativa; anche se ciò non esclude che possano assumere la veste di danneggiati dal reato quei soggetti che, in via mediata e di riflesso, abbiano subito un pregiudizio dal reato.


È , inoltre, costante la linea interpretativa in base alla quale l’art. 348 c.p., è norma penale in bianco, che presuppone l’esistenza di norme giuridiche diverse, qualificanti una determinata attività professionale, le quali prescrivono una speciale abilitazione dello Stato ed impongono l’iscrizione in uno specifico albo, in tal modo configurando le cosiddette “professioni protette”.


Compito dell’interprete non è solo verificare se l’attività concretamente esercitata implichi il compimento di “operazioni” che solo chi è abilitato all’esercizio di una determinata professione può lecitamente eseguire. Ciò che concreta l’elemento materiale del reato e’, infatti, il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa, allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.


Si devono annoverare tra le attività di competenza di professionisti abilitati la diagnostica, l’attività di colui che fornisce indicazioni alimentari personalizzate, le consulenze per problemi caratteriali e relazionali, sostenute da percorsi terapeutici, sedute, colloqui e pratiche ipnotiche, il commercio di farmaci e sostanze dopanti, la chiropratica, l’agopuntura, i massaggi terapeutici, la rimozione del tartaro con lucidatura delle arcate dentarie, l’utilizzo di terapia laser-percutanea.


Con particolare riguardo all’attività medica, sono state ritenute attività tipiche della professione: la diagnosi, cioè l’individuazione di un’alterazione organica o di un disturbo funzionale, la profilassi, ossia la prevenzione della malattia, e la cura, l’indicazione dei rimedi diretti ad eliminare le patologie riscontrate ovvero a ridurne gli effetti. Ne sono state, conseguentemente, escluse la misurazione della vista e la predisposizione di lenti correttive nei casi di miopia e di presbiopia, senza valutazioni di carattere diagnostico o terapeutico, la depilazione con gli aghi, la misurazione della pressione arteriosa non seguita da giudizio diagnostico, lo svolgimento dell’attività di massaggiatore a scopo non terapeutico, la realizzazione di tatuaggi.


Occorre, inoltre, ricordare che l’attività medica, specie ove non necessaria come nelle ipotesi di intervento con finalità non terapeutiche ma migliorative sotto il profilo estetico, presuppone il consenso informato del paziente, che deve essere reso consapevole del possibile esito infausto dell’intervento. In difetto di una corretta informazione, ogni intervento che comporti una modificazione dell’integrità psico-fisica della persona assume il connotato dell’illiceità, avendo l’ordinamento costituzionale riconosciuto dignità di diritti fondamentali tanto al diritto alla salute (art. 32 Cost.) quanto all’autodeterminazione del paziente (artt. 2 e 13 Cost.). Non è, infatti, raro che ad un intervento di chirurgia estetica consegua un inestetismo più grave di quello che si mirava ad eliminare o ad attenuare, quand’anche l’intervento sia stato correttamente eseguito.


Considerato, poi, che nell’attività medica si devono includere anche quelle operazioni che non hanno come obiettivo primario la diagnosi e la cura di una patologia ma che mirano all’eliminazione di un inestetismo per il tramite di tecniche chirurgiche o da eseguirsi in anestesia, occorre valutare se l’attività di rimozione di un tatuaggio sia in esse ricompresa alla luce del principio, già in precedenza enunciato dalla Corte di legittimità, secondo il quale, ai fini della configurabilità del reato di abusivo esercizio della professione medico-chirurgica, non assume alcun rilievo il carattere non convenzionale e sperimentale del tipo di trattamento terapeutico praticato, se questo presenti caratteristiche di invasività e incidenza sull’organismo del paziente i cui effetti possono essere valutati solo da professionisti muniti di apposita abilitazione.

Cass. pen., Sez. IV, 23 giugno 2021, n. 28174


Redazione A-I.it Avvocati Associati

Read in this month : 78

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *