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Farmacia: in caso di successione e di trasferimento, il termine è perentorio

Il termine di sei mesi dalla dichiarazione di successione, entro il quale gli eredi del titolare di farmacia deceduto sono tenuti a trasferire l’esercizio, va inteso come perentorio.


La vicenda aveva preso le mosse dall’impugnazione, da parte di un farmacista, di un atto con cui era stato autorizzato dal comune di Taranto, il trasferimento di una farmacia, dagli eredi del titolare, ad una società. Invero, il titolare della farmacia in questione era deceduto senza lasciare testamento, motivo per cui la moglie e il figlio avevano chiesto al comune l’autorizzazione alla sua gestione provvisoria (sotto la responsabilità di un direttore), esercizio provvisorio che veniva concesso.

Tuttavia, tale esercizio si protraeva oltre la durata massima consentita dalla legge, cioè oltre il termine di 18 mesi, ricavabile dal disposto dell’art. 7 della L. n. 362/1991, termine entro il quale può essere effettuato il trasferimento della farmacia.

In effetti, ai sensi dei commi 10 e 9 del predetto art. 7, nonché dell’art. 12 della Legge n. 475/1968, in caso di morte del titolare di sede farmaceutica, i suoi aventi causa, oltre a poter continuare l’esercizio in via provvisoria della farmacia sotto la responsabilità di un direttore (cosa che è avvenuta nel caso di specie e che non è, di per sé, oggetto di contestazione nel presente giudizio), se non in possesso dei requisiti previsti dal secondo periodo del comma 2 dell’art. 7 cit., possono vendere la farmacia entro sei mesi dalla presentazione della dichiarazione di successione.

Ciò posto, secondo la ricorrente, poiché la dichiarazione di successione va presentata entro un anno dall’apertura della successione (cioè entro un anno dalla morte del de cuius), ex art. 31, comma 1, D. Lgs. n. 346/1990, ai fini del legittimo trasferimento della farmacia de qua, avrebbe dovuto rispettarsi il termine di un anno e sei mesi (visto che la farmacia va trasferita entro sei mesi dalla presentazione della dichiarazione di successione, dichiarazione che va, a sua volta, presentata entro un anno dalla morte del de cuius).

Nel caso di specie, invece, successivamente alla scadenza di detto termine, la farmacia veniva trasferita alla società; tale contratto era espressamente sottoposto alla condizione sospensiva del rilascio dell’autorizzazione amministrativa (al trasferimento della farmacia), ai sensi dell’art. 12, comma 3, Legge n. 475/1968 e della Legge n. 362/1991.

Secondo il contratto, l’azienda ceduta sarebbe stata consegnata all’avente causa solo al momento dell’avverarsi dell’evento dedotto in condizione.

Orbene, il T.A.R. ha accolto il ricorso del farmacista poiché, ha affermato, il termine dei sei mesi di cui sopra va inteso come perentorio, in quanto posto a tutela di interessi di rilievo comunitario e costituzionale, quali la libertà della concorrenza e il principio, ad essa strumentale, dell’evidenza pubblica, e, comunque, in quanto volto a definire la vicenda relativa alla titolarità di una sede farmaceutica, il cui esercizio provvisorio – essendo un istituto eccezionale a fronte della mancanza del titolare – non può protrarsi indefinitamente.

Il dies a quo per la decorrenza di detto termine, legislativamente fissato nella presentazione della dichiarazione di successione, deve intendersi come coincidente con la data di effettiva presentazione della dichiarazione de qua, ove tale adempimento venga posto in essere entro il termine di legge e, in caso di tardività nella presentazione, deve, invece, essere individuato nella data di scadenza del termine legislativamente fissato per la presentazione di detta dichiarazione. Diversamente opinando, il termine fissato dal Legislatore sarebbe estensibile ad libitum, decorrendo dalla data meglio confacente agli interessi del dichiarante e da questo scelta a proprio piacimento, anche oltre le scadenze fiscali individuate dal Legislatore e alle quali la Legge n. 362/1991 ha inteso fare riferimento per individuare termini perentori onde definire, dal punto di vista pubblicistico, il caso del trasferimento di una farmacia in caso di morte del suo titolare.

T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. II, 14 febbraio 2019, n. 260

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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