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Farmacie: dopo quanto tempo di può procedere all’assegnazione di un nuovo esercizio?

La ratio dell’art. 12, comma 4, l. 2 aprile 1968 n. 475 è quella di evitare che il farmacista, che abbia ceduto la propria farmacia, si appropri, attraverso l’assegnazione concorsuale di un nuovo esercizio farmaceutico prima che sia trascorso un decennio dalla cessione, di un doppio vantaggio economicamente valutabile.

La vicenda aveva visto due dottori presentare la propria candidatura in forma associata all’assegnazione di una sede farmaceutica, assegnazione che era stata conseguita all’esito del secondo interpello del concorso pubblico regionale straordinario per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione. La regione, tuttavia, dopo poco, aveva dichiarato la decadenza di tale assegnazione con provvedimento che era stato poi impugnato dai medici.

Orbene, sia il giudice di primo grado che il Consiglio di Stato sono giunti alle medesime conclusioni, respingendo il ricorso dei sanitari.

I giudici hanno infatti ricordato che scopo del legislatore, ed in particolare dell’art. 12, comma 4, l. 2 aprile 1968 n. 475 è quello di evitare che il farmacista, che abbia ceduto la propria farmacia, si appropri, attraverso l’assegnazione concorsuale di un nuovo esercizio farmaceutico prima che sia trascorso un decennio dalla cessione, di un doppio vantaggio economicamente valutabile; è evidente, dunque, che siffatta ratio ricorre anche laddove la cessione sia stata effettuata da una società di persone, anche in quel caso dovendo ritenersi che il socio abbia acquisito i relativi vantaggi: né sussistono ragioni, in quanto attinenti alla peculiarità dei singoli casi, per differenziare la situazione del farmacista individuale, che di quei vantaggi si sia appropriato per intero, da quella della farmacia gestita in forma societaria, in cui i medesimi vantaggi vengono ripartiti tra i soci che compongono l’assetto societario.

Né rileva, in senso contrario, che una società di persone possa essere titolare della gestione di più esercizi farmaceutici (entro il limite di legge), atteso che la norma de qua non è funzionale a garantire il rispetto del limite suindicato, ma ad apprestare uno strumento, di carattere lato sensu sanzionatorio, nei confronti del farmacista che, anche attraverso lo schermo societario, abbia “incamerato” il vantaggio della dismissione, manifestando di far prevalere considerazioni di ordine economicistico su quelle di carattere pubblicistico, cui non è estranea l’esigenza di continuità gestionale del servizio farmaceutico.

Cons. Stato, Sez. III, 10 gennaio 2020, n. 229

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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