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Farmacie: potere di pianificazione dell’Amministrazione comunale

La libertà di scelta del farmacista all’interno del perimetro della zona assegnata non è assoluta, potendo essere limitata dal potere di pianificazione dell’Amministrazione comunale, il cui fine è quello di garantire a tutti i potenziali utenti, attraverso un’equa distribuzione delle farmacie sul territorio, parità di condizioni di accesso al servizio.

Una dottoressa, dopo aver partecipato ad un concorso ordinario per la formazione di una graduatoria unica per l’assegnazione di sedi farmaceutiche da conferire al privato esercizio”, risultava tra i vincitori, classificandosi al 24° posto della graduatoria definitiva.

Per acquisire dunque l’autorizzazione regionale all’apertura della nuova farmacia, l’instante aveva scelto determinati, chiedendo al comune il rilascio di certificazione attestante il rispetto della distanza di almeno 200 mt. dalla farmacia più vicina, il soddisfacimento delle esigenze della popolazione e l’inserimento dei locali prescelti nell’ambito della sede.

Il comune tuttavia negava il rilascio della chiesta certificazione, ritenendo che la strada scelta dall’istante non fosse tra quelle sulle quali è previsto l’insediamento della sede farmaceutica.

La dottoressa impugnava dunque tale provvedimento.

Il giudice amministrativo, dopo aver esaminato la questione, ha ritenuto doversi rigettare il ricorso proposto. Una volta infatti richiamati i referenti normativi in tema (l’art. 2, L. n. 475/1968, come modificato dal D.L. n. 1/2012, conv. in L. n. 27/2012), ha ricordato che le scelte effettuate nell’individuazione delle zone nelle quali dislocare le farmacie sono espressione di un’ampia discrezionalità e, in quanto tali, sono sindacabili solo per gravi ed evidenti errori di valutazione dei presupposti ed irragionevolezza. Invero, come affermato costantemente in giurisprudenza, la scelta del legislatore statale di attribuire ai Comuni il compito di individuare le zone in cui collocare le farmacie risponde all’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio corrispondente agli effettivi bisogni della collettività alla quale concorrono plurimi fattori diversi dal numero dei residenti, quali in primo luogo l’individuazione delle maggiori necessità di fruizione del servizio che si avvertono nelle diverse zone del territorio, le correlate valutazioni di situazioni ambientali, topografiche e di viabilità, le distanze tra le diverse farmacie, le quali sono frutto di valutazioni ampiamente discrezionali, come tali inerenti all’area del merito amministrativo, rilevanti ai fini della legittimità soltanto in presenza di chiare ed univoche figure sintomatiche di eccesso di potere, in particolare sotto il profilo dell’illogicità manifesta e della contraddittorietà.

In definitiva, alla stregua della normativa di settore, la evocata libertà di scelta del farmacista all’interno del perimetro della zona assegnata non è assoluta, potendo essere limitata dal potere di pianificazione dell’Amministrazione comunale, che persegue l’obiettivo di garantire a tutti i potenziali utenti del servizio parità di condizioni di accesso al medesimo, attraverso una equa distribuzione delle farmacie sul territorio.

T.A.R. Campania, Napoli, Sez. V, 3 gennaio 2019, n. 38

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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