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Indennità di accompagnamento: quanto può essere riconosciuta?

Ai fini del riconoscimento del requisito utile per l’indennità di accompagnamento, l’incombente e concreta possibilità di cadute si traduce in una incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita tale da rendere conseguentemente, necessario il permanente aiuto di un accompagnatore.

La vicenda in esame aveva visto sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello prima accogliere l’istanza di un privato, volta all’ottenimento dell’indennità di accompagnamento, e poi, invece, accogliere il gravame dell’INPS, che sottolineava l’insussistenza dei relativi requisiti di erogazione.

Ed in effetti, la conclusione di secondo grado ha trovato poi conferma dinanzi alla Corte di Cassazione, che hanno respinto il gravame del ricorrente.

I giudici hanno evidenziato che, ai fini del riconoscimento del requisito sanitario utile per l’indennità di accompagnamento l’incombente e concreta possibilità di cadute in quanto tale condizione si traduca, in fatto, in una incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita (tale) da rendere, conseguentemente, necessario il permanente aiuto di un accompagnatore.

Come per le patologie oncologiche, in relazione alle quali, per esempio, questa Corte ha affermato che il problema del trattamento chemioterapico e degli effetti collaterali dello stesso non può essere risolto in astratto, dovendosi piuttosto valutare, in concreto, caso per caso, se esso comporti, per la durata della terapia, il tipo di dosaggi e la natura degli effetti sul singolo paziente, le condizioni previste dalla L. n. 18 del 1980, art. 1, nello stesso modo, quando viene in rilievo -ed anzi è accertata- la possibilità di cadute, la stessa non è situazione giudicabile in astratto, con l’affermazione che comporti sempre e di per sè, oppure non comporti, il diritto alla indennità di accompagnamento (rectius l’accertamento del requisito sanitario dell’indennità di accompagnamento) ma costituisce una circostanza di fatto da valutare unitamente alle altre del caso concreto ai fini del giudizio di sussistenza o meno dei requisiti di cui all’art. 1 cit.

Cass. civ., Sez. VI, 24 febbraio 2021, n. 4994

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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