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Infortuni sul lavoro: l’imprese committente è responsabile?

Non è configurabile una generale responsabilità del soggetto committente per gli eventi verificatisi nell’esecuzione dell’appalto.


Un lavoratore aveva convenuto in giudizio quattro società: la prima quale committente, la seconda quale appaltatrice dei lavori nell’esecuzione dei quali si era verificato l’infortunio occorso del lavoratore, il terzo quale subappaltatore e datore di lavoro dell’infortunato ed il quarto, infine, quale responsabile del cantiere per chiedere il risarcimento del danno subito sia personalmente dall’attore che dai congiunti dello stesso in conseguenza del medesimo evento.

Il giudice di primo grado aveva accolto la domanda del dipendente ed aveva condannato in solido i convenuti; la Corte d’Appello aveva poi aumentato il quantum del risarcimento in favore del lavoratore infortunato: i giudici avevano rilevato che l’infortunio occorso al dipendente, il quale mentre lavorava senza protezioni su una scala di ferro fissa a doppia rampa era caduto all’indietro da un’ altezza di circa due metri, era causalmente collegato alla mancata adozione delle necessarie misure di prevenzione (vale a dire barriere e protezioni anticadute apposte sul luogo rialzato in cui lavorava) da parte delle persone tenute alla relativa predisposizione ed alla vigilanza sul rispetto delle misure di sicurezza, escludendo dunque anche il concorso di colpa del lavoratore.

A conclusioni opposte è giunta invece la Corte di Cassazione, cui la questione era giunta sulla scorta del ricorso presentato dall’imprese committente.

In effetti i giudici hanno ricordato come non sia configurabile una generale responsabilità del soggetto committente per gli eventi verificatisi nell’esecuzione dell’appalto, causalmente collegati alla violazione dell’obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c., le ragioni per le quali il soggetto che affida in appalto dei lavori deve essere chiamato a rispondere si collegano (oltre all’ipotesi di culpa in eligendo nella scelta dell’appaltatore, ipotesi estranea alla fattispecie in esame), o, ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 7, nel testo applicabile ratione temporis in ragione della data del verificarsi dell’infortunio, al ricorrere di un appalto endoaziendale vale a dire di affidamento dei lavori all’interno dell’azienda, ovvero dell’unità produttiva oppure, ancora, all’ipotesi di ingerenza organizzativa del soggetto committente nell’esecuzione dei lavori affidati in appalto.

Cass. civ., Sez. Lav., 28 maggio 2021, n. 14991

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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