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Lavoro-indennità-reintegra

Lavoro: indennità e reintegra


In tutti i casi in cui l’obbligazione reintegratoria è divenuta impossibile per causa non imputabile al datore di lavoro, non è dovuta neanche l’indennità sostitutiva.

Un dipendente aveva impugnato il licenziamento a lui intimato per superamento del periodo di comporto; il giudice di primo grado aveva ritenuto doversi accogliere le sue istanze, dichiarando l’illegittimità del licenziamenti medesimo e condannando il datore di lavoro a pagare l’indennità sostitutiva della reintegrazione pari a quindici mensilità, oltre alle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento sino al pagamento dell’indennità sostitutiva.

La Corte d’Appello, d’altro canto, aveva invece dichiarato non dovuta l’indennità sostitutiva della reintegra, ritenuta impossibile per totale inabilità lavorativa, condannando il datore al solo pagamento dell’indennità dovuto per il periodo intercorso dal licenziamento sino al momento del pensionamento nonché al risarcimento del danno biologico e morale.

Il dipendente, non pago della decisione dei giudici di secondo grado, ricorreva per Cassazione, la quale, tuttavia, ha rigettato il ricorso.

Nella specie il ricorrente si doleva della violazione e/o falsa applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, L. n. 604 del 1966, co, 1 e 3, nonché degli artt. 2118 e 2119 c.c., lamentando che la Corte di merito avrebbe erroneamente calcolato la misura del risarcimento del danno da licenziamento illegittimo e non avrebbe riconosciuto il diritto del dante causa all’indennità sostitutiva della reintegra.

Gli ermellini hanno però fatto notare sottolineato che l’obbligazione del datore di lavoro alla indennità pari a quindici mensilità di retribuzione di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 18, co. 5, si qualifica come obbligazione con facoltà alternativa, oggetto della quale è la reintegra nel posto di lavoro, la cui attualità è presupposto necessario della facoltà di scelta del lavoratore; ne consegue che in tutti i casi in cui l’obbligazione reintegratoria sia divenuta impossibile per causa non imputabile al datore di lavoro, non è dovuta neanche l’indennità sostitutiva.

Cass., Sez. Lav., 17 aprile 2019, n. 10721

Redazione A-I.it Avvocati Associati in Italia

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