Close
prova-simulazione-locazione

La prova della simulazione

La prova della simulazione: qualora il negozio sia stato redatto per iscritto vale la regola generale della limitazione dell’ammissibilità delle prove testimoniali, ragion per cui la prova può essere data solo in base a controdichiarazioni scritte.


Queste le conclusioni della Corte di Cassazione al termine di una vicenda che aveva visto il proprietario di un immobile, concesso in locazione ad uso commerciale, intimare lo sfratto al conduttore del medesimo, sulla scorta del mancato pagamento del relativo canone.

Tanto premesso, la questione aveva invero visto lo snodarsi di un complesso iter giudiziario, anche in ragione del susseguirsi di più contratti di locazione tra le parti, che avevano dato luogo a non poca confusione. Per tale ragione, è bene evidenziare le conclusioni degli ermellini, sorvolando in tale sede sulle complesse vicende che avevano costituito la faccenda.

Orbene, innanzitutto la Corte ha ricordato che, in tema di locazione, non è sufficiente ad integrare novazione del contratto la variazione della misura del canone o del termine di scadenza, trattandosi di modificazioni accessorie, essendo invece necessario, oltre al mutamento dell’oggetto o del titolo della prestazione, che ricorrano gli elementi dell’animus e della causa novandi, il cui accertamento costituisce compito proprio del giudice di merito insindacabile in sede di legittimità se logicamente e correttamente motivato.

Per altro, la previsione della risoluzione di diritto in caso di ritardato pagamento del canone, riguardando situazione meramente eventuale e patologica del rapporto, non comporta di per sé alcuna modificazione né dell’oggetto né del titolo del rapporto locativo.

I giudici hanno poi precisato che, in tema di prova della simulazione nei rapporti tra le parti, se il negozio è stato redatto per iscritto vale la regola generale della limitazione dell’ammissibilità delle prove testimoniali (e dunque anche di quella per presunzioni, giusta il disposto dell’art. 2729, co. 2, c.c.), onde, sia per la simulazione assoluta che per quella relativa, la prova può essere data – ove, come nella specie, si assuma che si tratti di patto coevo -soltanto in base a controdichiarazioni.

In tema di simulazione del contratto, il principio di prova scritta che, ai sensi dell’art. 2724 c.c., n. 1, consente eccezionalmente la prova per testi (e, quindi, presuntiva) deve consistere in uno scritto, proveniente dalla persona contro la quale la domanda è diretta, diverso dalla scrittura le cui risultanze si intendono così sovvertire e contenente un qualche riferimento al patto che si deduce in contrasto con il documento.

È nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; tale nullità vitiatur sed non vitiat, con la conseguenza che il solo patto di maggiorazione del canone risulterà insanabilmente nullo, a prescindere dall’avvenuta registrazione.

Cass. civ., Sez. III, 13 ottobre 2020, n. 22126

Redazione A-I.it Avvocati Associati

Read in this month : 3

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *