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Pubblico impiego e cause di licenziamento

È legittimo il licenziamento irrogato a seguito di condanna penale, essendo compresa in essa, ai fini di una sanzione disciplinare di tal fatta, anche la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.

Un dipendente pubblico aveva impugnato il licenziamento disciplinare irrogato dal Ministero della Giustizia intimato a causa della falsa attestazione della propria presenza in ufficio mediante l’abusivo utilizzo dei badges in dotazione. Sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello hanno respinto tale doglianza.


Dello stesso parere anche la Corte di Cassazione, secondo la quale nei giudizi disciplinari che si svolgono davanti alle autorità pubbliche, e quindi anche in quelli contro i dipendenti della Pubblica Amministrazione, a norma degli artt. 445 e 653 c.p.p., come modificati dalla L. n. 97 del 2001, la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ha efficacia di giudicato quanto all’accertamento del fatto, alla sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso; ne consegue che quando la contrattazione collettiva fa riferimento, per la graduazione delle sanzioni disciplinari a carico del pubblico dipendente, alla sussistenza, per i medesimi fatti, di sentenza di condanna penale, quest’ultima, in ragione del disposto del citato art. 653, deve presumersi riguardare anche il caso di sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 c.p.p.


Il riferimento dell’art. 653 c.p.c., al giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità non vale poi a delimitare la valenza della norma alla sola fase amministrativa della valutazione disciplinare, essendo evidente che l’ordinamento, per non contraddire se stesso, non potrebbe riconoscere l’efficacia di giudicato alla sentenza penale di patteggiamento solo allorquando la Pubblica Amministrazione valuti l’addebito e non nella sede giudiziale in cui ulteriormente si discuta dello stesso.


Cass. civ., Sez. Lav., 19 luglio 2021, n. 20560


Redazione A-I.it Avvocati Associati

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