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Rapporti bancari e onere della prova

La banca che intende far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente, deve provare l’andamento dello stesso per l’intera durata del suo svolgimento, dall’inizio del rapporto e senza interruzioni.

Una banca aveva proposto opposizione avverso il provvedimento con cui il Giudice delegato del fallimento di una società aveva rigettato la sua istanza di ammissione al passivo per un credito dalla medesima vantato.


Il giudice aveva però rigettato l’opposizione poiché non era stato depositato l’intero estratto conto del conto corrente su cui erano regolate le anticipazioni contro cessioni di crediti.


Orbene, giunta la questione all’attenzione della Cassazione, la Corte è innanzitutto partita dal fatto che era stato esplicitamente riconosciuto che le anticipazioni concesse dalla banca contro cessioni pro solvendo di credito, che erano l’oggetto della richiesta di ammissione al passivo proposta dalla banca, assimilabili a operazioni di sconto con cessione di credito ex art. 1858 c.c.


Pertanto, è stato affermato che, qualora una banca intenda far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente deve provare l’andamento dello stesso per l’intera durata del suo svolgimento, dall’inizio del rapporto e senza interruzioni.


Il giudice aveva in effetti rilevato che non erano stati depositati né gli estratti conto dall’inizio del rapporto di conto corrente, né quelli relativi alla limitata fase successiva all’avvio del rapporto di finanziamento con anticipazioni per cui era stata proposta opposizione, osservando che la mancata produzione relativa al rapporto di conto corrente non consentiva di ritenere raggiunta la prova.


Cass. civ., Sez. VI, 3 settembre 2021, n. 23856


Redazione A-I.it Avvocati Associati

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