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Reintegro-lavoratore-risarcimento

Reintegro del lavoratore illegittimamente licenziamento e risarcimento del danno biologico

Licenziamento illegittimo: dopo il reintegro disposto dal giudice, qualora il lavoratore venga lasciato sostanzialmente inattivo, egli ha diritto al risarcimento del danno biologico.


Il Tribunale aveva accolto solo in parte la domanda di risarcimento del danno proposta da un dipendente nei confronti della società per la quale lavorava: nella specie, aveva accolto la domanda volta al ristoro dei danni subito del ricorrente per effetto del demansionamento, ma non quella con cui aveva chiesto il ristoro del danno biologico così derivato.

Al contrario, la Corte d’Appello aveva accolto il gravame del dipendente e condannato la società al risarcimento del danno biologico subito dal lavoratore.

La vicenda era giunta così all’attenzione della Corte di Cassazione, che ha reso così importanti chiarimenti in tema.

Gli ermellini hanno infatti ricordato che il mero indennizzo previdenziale non è esaustivo del diritto alla tutela integrale della salute, di matrice costituzionale, dovendosi ammettere risarcibilità integrale del danno biologico; la domanda di risarcimento in tal senso del dipendente non avrebbe potuto che essere accolta, liquidando il danno e ponendolo integralmente a carico del datore di lavoro.

In sostanza, in caso di licenziamento illegittimo e reintegro disposto dal giudice, qualora il lavoratore venga lasciato sostanzialmente inattivo egli ha diritto al risarcimento del danno biologico risultando evidente l’abuso compiuto dalla società datrice di lavoro.

Cass., 10 marzo 2020, n. 6750

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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