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Responsabilità del datore di lavoro e prova del danno

La responsabilità del datore di lavoro è di natura contrattuale, motivo per cui, ai fini del relativo accertamento, incombe sul lavoratore l’onere di provare l’esistenza del danno.

La vicenda in esame aveva preso le mosse dalla domanda di un lavoratore che, lamentando non solo il demansionamento cui era stato sottoposto, a seguito di unificazione del reparto elettrico con quello di manutenzione, per mancata adibizione alle mansioni strumentista, ma anche il conseguente mobbing subito, chiedeva il risarcimento del danno da lui patito.

Il giudice di primo grado, tuttavia, rigettava la sua domanda non ritenendo invero sussistente, in particolare, alcun tipo di condotta vessatoria tale da poter integrare il mobbing. Dello stesso parere si mostrava anche la Corte d’Appello che rigettava il gravame proposto dal dipendente, poiché le circostanze di fatto addotte a sostegno sia del lamentato mobbing che del demansionamento non avevano trovato riscontro nelle risultanze istruttorie.

La vicenda giungeva dunque dinanzi alla Corte di Cassazione; anche qui, però, le domande del dipendente sono state disattese.

In particolare, il lavoratore aveva denunciato la violazione degli artt. 1218 e 2087 c.c., poiché il mobbing va inteso come fonte di responsabilità contrattuale, con conseguente obbligo per il datore di lavoro di provare di aver posto in essere tutte le misure necessarie per tutelare l’integrità psicofisica del dipendente, prova che nel caso di specie non era stata fornita.

Gli ermellini hanno confermato però la sentenza di secondo grado, prendendo atto della carenza di esaurienti allegazioni; nella specie, gli elementi sintomatici del mobbing, allegati dall’appellante, erano stati essenzialmente smentiti dalle risultanze istruttorie, di guisa che dovevano escludersi nella fattispecie gli estremi del demansionamento e la violazione da parte della datrice di lavoro del suo obbligo di tutela delle condizioni di lavoro del dipendente.

In sostanza, l’attore non aveva assolto l’onere probatorio del mobbing e del demansionamento; la Corte di legittimità ha infatti a tal proposito ricordato che incombe sul lavoratore, il quale lamenti un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale nocumento, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno nell’altro elemento, mentre spetta al datore di lavoro – una volta che il lavoratore abbia provato le anzidette circostanze – l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di avere adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo.

Cass., Sez. Lav., 6 maggio 2019, n. 11777

Redazione A-I.it Avvocati Associati in Italia

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