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Sedi farmaceutiche: pianta organica e spostamenti

Compete al Comune la formazione di uno strumento pianificatorio che sostanzialmente, per finalità, contenuti, criteri ispiratori ed effetti corrisponde alla vecchia pianta organica.


La vicenda che ha occasionato la pronuncia in esame era nata da un concorso indetto per l’assegnazione di una sede farmaceutica; la sede era stata assegnata ad un’associazione di farmacisti che, tuttavia, asserendo di non avere trovato un locale idoneo nella sede medesima, aveva ottenuto il nulla osta del Comune di Palermo a localizzarsi nell’ambito di un’altra sede che coincideva con quella dell’attuale ricorrente. Quest’ultimo infatti aveva impugnato il nulla osta de quo, chiedendone l’annullamento sulla scorta della considerazione per la quale tale spostamento, incidente sul suo bacino d’utenza, era stato ingiustificato e illegittimo non sussistendo la paventata carenza di locali commerciali.

Il giudice amministrativo ha accolto il ricorso del farmacista e, nel farlo, ha fornito interessanti precisazioni, partendo dalla riforma del settore farmaceutico, introdotta dall’art. 11 D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, con la L. 24 marzo 2012, n. 27.

L’art. 1 della L. 2 aprile 1968, n. 475 novellato dal su citato D.L. n. 1 del 2012, detta la disciplina del contingentamento delle sedi farmaceutiche, prevedendo una specifica proporzione (una farmacia ogni 3.300 abitanti) e il successivo art. 2, anch’esso novellato dal D.L. n. 1 del 2012, rimette l’individuazione e la localizzazione ai Comuni, ed è stato novellato dall’art. 11 del D.L. n. 1 del 2012 nell’ottica della liberalizzazione del servizio farmaceutico.

Orbene, pur non facendo riferimento la nuova legge alla pianta organica, compete cionondimeno al Comune la formazione di uno strumento pianificatorio che sostanzialmente, per finalità, contenuti, criteri ispiratori ed effetti corrisponde alla vecchia pianta organica e che niente vieta di chiamare con lo stesso nome.

Deve per altro distinguersi tra le istanze il cui spostamento è richiesto all’interno della stessa sede individuata e assegnata al richiedente, da quelle finalizzate allo spostamento in una zona diversa da quella di originaria assegnazione.

Nel primo caso, il relativo procedimento è disciplinato dall’art. 1, co. 4, della L. n. 475 del 1968, rimasto in vigore nonostante la sopravvenuta disciplina contenuta nell’art. 11 del D.L. n. 1 del 2012 (convertito dalla L. n. 27 del 2012), a tenore del quale “Chi intende trasferire una farmacia in un altro locale nell’ambito della sede per la quale fu concessa l’autorizzazione deve farne domanda all’autorità sanitaria competente per territorio. Tale locale, indicato nell’ambito della stessa sede ricompresa nel territorio comunale, deve essere situato ad una distanza dagli altri esercizi non inferiore a 200 metri. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia delle farmacie.”

In tale ambito lo scopo della perimetrazione della zona è quello di delimitare la libertà di scelta del farmacista, nel senso che questi è, in linea di massima e salvo eccezioni, libero di scegliere l’ubicazione del proprio esercizio, purché rimanga all’interno di quel perimetro.

Tale tipologia di istanza di trasferimento non deve essere confusa con la diversa istanza di decentramento presentata ai sensi dell’art. 5, co. 2, della L. n. 362 del 1991, riferibile ad una zona, diversa da quella assegnata, ritenuta carente di servizio farmaceutico.

Mentre per la prima istanza è competente l’Azienda S.P. di riferimento, se e in quanto i nuovi locali rientrino nella zona di pertinenza del richiedente, per la seconda è ormai competente il Comune a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 11, co. 1, del citato D.L. n. 1 del 2012.

Ciò posto, il singolo trasferimento fuori zona di un singolo farmacista (sia già da tempo operante sia assegnatario di una sede di nuova istituzione) non involge questioni di pianificazione, ma è teso a risolvere un circoscritto e delimitato problema che, pertanto, non involge competenze di organi cui sono attribuite tali funzioni amministrative generali.

T.A.R. Palermo, Sicilia, Sez. III, 12 maggio 2020, n. 961

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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