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Separazione coniugi e mantenimento figli: il dottorato integra indipendenza economica?

Il genitore separato è tenuto a concorrere al mantenimento del figlio sino al raggiungimento dell’autosufficienza economica di questo, non potendo a tal fine essere considerato bastevole il conseguimento di una borsa di studio correlata ad un dottorato di ricerca.


Queste le conclusioni cui è la giunta la Corte di Cassazione nell’ambito di una vicenda che aveva visto un marito impugnare la sentenza di secondo grado che, confermando quella del tribunale, aveva riconosciuto l’addebito della separazione in capo al ricorrente e, correlativamente, la spettanza dell’assegno a suo carico in favore della moglie e delle figlie.

E in effetti, alle medesime conclusioni sono giunti anche gli ermellini, che hanno rigettato il gravame innanzi a loro proposto.

In particolare, quel che è importante evidenziare è che la Corte, per quel che concerne il mantenimento dei figli, che pure era stato oggetto di rimostranza da parte del ricorrente, ha affermato che l’obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest’ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica.

Il raggiungimento di detta indipendenza economica non è dimostrato dal mero conseguimento di una borsa di studio correlata ad un dottorato di ricerca, sia per la sua temporaneità, sia per la modestia dell’introito in rapporto alle incrementate, presumibili necessità, anche scientifiche, del beneficiario.

In sostanza, il conseguimento di una borsa di studio non è in grado di integrare il requisito della indipendenza economica.

Cass., 23 gennaio 2020, n. 1448

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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