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Separazione tra coniugi: attenti a tradire!

Separazione tra coniugi: l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, che costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile.


Nella vicenda in esame, la sentenza di separazione personale era stata impugnata dall’ex marito, che si doleva del mancato riconoscimento in capo alla moglie dell’addebito. Il tribunale aveva infatti ritenuto che non ci fossero sufficienti elementi di prova in merito alla presunta relazione extraconiugale intrattenuta dalla moglie e, comunque, anche qualora fosse provata la relazione in questione, non ci fossero elementi di prova tali far ritenere la relazione de qua causa della separazione.

Orbene, i giudici hanno innanzitutto ricordato che, per giurisprudenza ormai granitica sul punto, grava sulla parte che richieda, per l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà, l’addebito della separazione all’altro coniuge l’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell’infedeltà nella determinazione dell’intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l’eccezione si fonda, vale a dire l’anteriorità della crisi matrimoniale all’accertata infedeltà.

In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempreché non si constati, attraverso un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Tuttavia, se ciò è vero, è del pari vero che, come la Corte d’Appello ha rilevato, nel caso di specie, l’attore non ha assolto l’onere probatorio a lui richiesto, motivo per cui il gravame non ha potuto trovare accoglimento.

Corte App. Perugia, 20 gennaio 2020, n. 33

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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