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L’accordo di divorzio: contenuto

Sono valide le clausole dell’accordo di divorzio a domanda congiunta, o di separazione consensuale, che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, o di altri diritti reali, ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi, o dei figli, al fine di assicurarne il mantenimento.


Una coppia aveva chiesto che venisse pronunciata la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario; i coniugi avevano acquistato, durante il matrimonio, un appartamento, destinandolo, poi, a casa coniugale.


Proprio in relazione a tale immobile e alla quantificazione dell’assegno divorzile, i coniugi avevano stilato un accordo di divorzio contenente determinate clausole.


Orbene, sorvolando sulle vicende giudiziarie, conta evidenziare quanto concluso in tema dalla Corte di Cassazione.


I giudici hanno ancora una volta affermato che sono da ritenersi pienamente valide le clausole dell’accordo di separazione che riconoscano ad uno, o ad entrambi i coniugi, la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, ovvero che ne operino il trasferimento a favore di uno di essi al fine di assicurarne il mantenimento. Il suddetto accordo di separazione, in quanto inserito nel verbale d’udienza (redatto da un ausiliario del giudice e destinato a far fede di ciò che in esso è attestato), assume – per vero – forma di atto pubblico ai sensi e per gli effetti dell’art. 2699 c.c., e, ove implichi il trasferimento di diritti reali immobiliari, costituisce, dopo l’omologazione che lo rende efficace, titolo per la trascrizione a norma dell’art. 2657 c.c., senza che la validità di trasferimenti siffatti sia esclusa dal fatto che i relativi beni ricadono nella comunione legale tra coniugi. Lo scioglimento della comunione legale dei beni fra coniugi si verifica, infatti, con effetto “ex nunc”, dal momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione ovvero dell’omologazione degli accordi di separazione consensuale.

Cass. civ., Sez. Un., 29 luglio 2021, n. 21761


Redazione A-I.it Avvocati Associati

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