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Adottabilità del minore: lo stato di abbandono

Lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità ricorre quando i genitori non sono in grado di assicurare al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabili per il suo sviluppo e la sua formazione.

La questione giunta all’attenzione della Corte di Cassazione aveva visto, in secondo grado, una madre impugnare la sentenza del Tribunale per i Minorenni che aveva dichiarato lo stato di adottabilità di sua figlia, minore. La Corte d’Appello aveva però confermato tale decisione, sulla scorta di taluni disturbo dell’appellante, che avrebbe comportato una severa compromissione delle sue capacità genitoriali.

Dello stesso parere si sono mostrati gli ermellini.

Nella specie, questi ultimi hanno evidenziato che la stato di adottabilità non era stato dichiarato in ragione delle patologie di tipo psichiatrico sofferte dalla ricorrente, ma nella volontà di quest’ultima di non attivarsi per seguire un percorso psicoterapeutico personale.

Ed invero, lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità ricorre allorquando i genitori non sono in grado di assicurare al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabile per lo sviluppo e la formazione della sua personalità e la situazione non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio, tale essendo quella inidonea per la sua durata a pregiudicare il corretto sviluppo psico – fisico del minore, secondo una valutazione che, involgendo un accertamento di fatto, spetta al giudice di merito ed è incensurabile in cassazione.

E ciò perché il ricorso alla dichiarazione di adottabilità costituisce solo una soluzione estrema, essendo il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia d’origine, quale ambiente più idoneo al suo armonico sviluppo psicofisico, tutelato in via prioritaria dalla L. n. 184 del 1983, art. 1, il giudice di merito deve operare un giudizio prognostico teso, in primo luogo, a verificare l’effettiva ed attuale possibilità di recupero delle capacità e competenze genitoriali, con riferimento sia alle condizioni di lavoro, reddituali ed abitative, senza però che esse assumano valenza discriminatoria, sia a quelle psichiche, da valutarsi, se del caso, mediante specifica indagine peritale, estendendo detta verifica anche al nucleo familiare, di cui occorre accertare la concreta possibilità di supportare i genitori e di sviluppare rapporti con il minore, avvalendosi dell’intervento dei servizi territoriali

Cass., 31 ottobre 2019, n. 28207

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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