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Dislocazione delle sedi farmaceutiche

La scelta relativa alla dislocazione delle sedi farmaceutiche sul territorio comunale è connotata da ampia discrezionalità e non necessita di una specifica motivazione.

La vicenda che ha dato luogo alla sentenza in esame aveva visto un farmacista impugnare la deliberazione con cui il comune aveva approvato la pianta organica delle farmacie, con la riperimetrazione delle circoscrizioni territoriali.

Orbene, il tribunale, si anticipa, non ha condiviso la posizione del ricorrente. In particolare, quest’ultimo lamentava la violazione dell’art. 2 della legge 2 aprile 1968, n. 475 che impone la capillare distribuzione delle sedi farmaceutiche sul territorio per assicurare ai cittadini residenti anche in zone scarsamente abitate un facile accesso al servizio farmaceutico nel mentre il rapporto tra numero di farmacie e abitanti rileverebbe solo per l’individuazione del numero delle sedi e non per la loro perimetrazione.

A mente del farmacista, la finalità della legge sarebbe stata del tutto trascurata perché la delibera avrebbe favorito il centro del comune già servito da altre farmacie, senza considerare la necessità, pur prospettata dal ricorrente di considerare soluzioni per assicurare un maggior numero di farmacie nelle zone periferiche.

In tal modo, in tesi, ne sarebbe risultata una distribuzione non conforme allo spirito della legge, risultando la nuova pianta organica di gran lunga peggiorativa rispetto all’interesse pubblico ad una più equa distribuzione delle farmacie sul territorio comunale.

Il giudice ha però osservato che in tema di revisione della pianta organica delle farmacie, l’esternazione dei criteri ispiratori (che può risultare anche dall’insieme degli atti del procedimento) è sufficiente in quanto consente di verificare se detti criteri siano legittimi, congrui, ragionevoli, etc. e se il provvedimento sia realmente coerente con essi.

L’atto di revisione della pianta organica delle farmacie, in quanto atto programmatorio a contenuto generale, non necessita in via generale di una analitica motivazione calibrata sulle singole situazioni locali, atteso che è sufficiente l’esternazione dei criteri ispiratori adottati dall’autorità emanante, i quali criteri vanno ricercati negli atti del procedimento complessivamente inteso in base ai quali è possibile verificare se detti criteri siano legittimi, congrui e ragionevoli e se il provvedimento sia coerente con essi. Il sindacato sulla scelta ampiamente discrezionale operata dall’Amministrazione in tema di revisione della pianta organica delle farmacie è sindacabile solo in modo estrinseco, e dunque, per manifesta arbitrarietà, irrazionalità, irragionevolezza e travisamento dei fatti.

T.A.R. Campania, Napoli, Sez. V, 4 luglio 2019, n. 3707

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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