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Farmacie-supervisione-ISTAT

Farmacie: poteri conformativi e supervisione dell’ISTAT

Ai fini della qualificazione di una farmacia come rurale, i Comuni, nel delimitare e nell’aggiornare le località abitate, compiti rientranti nel servizio anagrafico, sono soggetti al potere conformativo ed alla supervisione dell’ISTAT.

Alcuni farmacisti si rivolgevano al T.A.R. impugnando la delibera con la quale l’Ulss aveva proceduto, sulla base dei dati pubblicati dall’ISTAT, alla riclassificazione delle farmacie ubicate nel proprio territorio ed alla conseguente determinazione dell’indennità disagiata di residenza in favore delle farmacie rurali (art. 2, l. n. 221/1968).

I ricorrenti avevano, in particolare, sottolineato l’erroneità dei parametri in base ai quali era stata effettuata la classificazione – nella specie, “rurale”, “rurale sussidiata” e “urbana” – delle farmacie di cui i medesimi erano titolari in quanto non corrispondenti alla realtà fattuale.

Orbene, il giudice amministrativo ha ricordato che, in base all’art. 1, l. n. 221/1968, il criterio discretivo fissato per la distinzione delle due categorie di farmacie, “urbana” e “rurale”, è quello topografico-demografico, per cui sono rurali le farmacie situate in comuni, frazioni o centri abitati con meno di cinquemila abitanti ovvero in quartieri periferici non congiunti, per continuità abitativa, alla città; sono invece farmacie urbane quelle situate in comuni o centri abitati con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

L’art. 2 della predetta legge prevede poi una diversa disciplina dell’indennità di disagiata residenza da attribuire ai titolari di farmacie rurali, a seconda che la farmacia sia ubicata in località con popolazione compresa fra tremila e cinquemila abitanti – c.d. farmacie rurali ordinarie – ovvero in centri con popolazione inferiore – farmacie rurali sussidiate: nella prima ipotesi, la concessione dell’indennità è rimessa all’apprezzamento discrezionale dell’apposita commissione provinciale prevista dall’art. 105 del testo unico delle leggi sanitarie di cui al RD n. 1265 del 1934, sempre che il reddito del farmacista non superi un certo ammontare, mentre, nella seconda ipotesi, l’indennità è dovuta, indipendentemente dall’entità del reddito del farmacista, in una misura predeterminata dalla legge, graduata in rapporto inverso all’entità della popolazione del luogo.

Per stabilire la popolazione rilevante ai fini dell’applicazione della norma testé citata e, dunque, per poter qualificare la farmacia come rurale, sussidiata o meno, occorre appurare la consistenza della sola popolazione residente nel luogo abitato in cui è situato l’esercizio farmaceutico, senza che possa prendersi in considerazione la rimanente parte della popolazione collocata nelle altre zone abitate del comune o della frazione, pur se formalmente ricomprese nella pianta organica della sede farmaceutica.

A tal proposito, il giudice ha sottolineato come i dati ISTAT siano i soli in grado di garantire che la classificazione delle farmacie avvenga sul presupposto di criteri certi e univoci, in quanto si basano sulla suddivisione del territorio in frazioni effettuata dal Comune e comunicata all’ISTAT medesimo, cui spetta il compito di esaminarla e approvarla.

T.A.R. Veneto, Venezia, 21 gennaio 2019, n. 73

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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