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Divieto-cumulo-farmacie

Farmacie e compiti del Comune

Il Comune è l’unico soggetto competente a garantire il rispetto del rapporto di una farmacia ogni 3.000 abitanti, essendo tenuto a rivedere la pianta organica entro il mese di dicembre di ogni anno pari.

Una dottoressa, titolare di una farmacia, prima sede farmaceutica urbana di un comune, impugnava il decreto con cui la regione aveva bandito un concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche di nuova istituzione, nonché di quelle già presenti in pianta organica quali “sedi vacanti” disponibili, prevedendo, per quel che riguarda il comune suddetto l’istituzione di due sedi farmaceutiche.

Secondo la ricorrente tale decreto sarebbe illegittimo in quanto avente ad oggetto l’interpello di una sede che avrebbe invece dovuto essere soppressa atteso il superamento del parametro normativo fissato nell’art. 11, l. n. 27/2012, secondo cui il numero delle autorizzazioni relativo alle farmacie deve rispettare il rapporto di una per ogni 3.300 abitanti (con possibilità di apertura di una ulteriore farmacia, qualora la popolazione eccedente sia superiore al 50 per cento del parametro stesso).

Orbene, il T.A.R., nel rigettare il ricorso, ha ricordato che, a norma dell’art. 1, co. 1, 2 e 3, l. n. 475/1968, concernente il servizio farmaceutico, per come modificato dall’art. 11, l. n. 27/2012, l’autorizzazione ad aprire ed esercitare una farmacia è rilasciata con provvedimento definitivo dall’autorità competente per territorio. Il numero delle autorizzazioni è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.300 abitanti. La popolazione eccedente, rispetto al parametro di cui al secondo comma, consente l’apertura di una ulteriore farmacia, qualora sia superiore al 50 per cento del parametro stesso.

Il successivo art. 2, co. 1 e 2, prevede che ogni comune deve avere un numero di farmacie in rapporto a quanto disposto dall’articolo 1. Al fine di assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico, il comune, sentiti l’azienda sanitaria e l’Ordine provinciale dei farmacisti competente per territorio, identifica le zone nelle quali collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate. Il numero di farmacie spettanti a ciascun comune è sottoposto a revisione entro il mese di dicembre di ogni anno pari, in base alle rilevazioni della popolazione residente nel comune, pubblicate dall’Istituto nazionale di statistica.

A seguito dell’entrata in vigore della l. n. 27/2012, competente a garantire il rispetto del rapporto di “una farmacia ogni 3.300 abitanti” è, dunque, soltanto il Comune nell’ambito del quale rientra il territorio di interesse e non anche la Regione. Inoltre, per come più volte chiarito dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, il provvedimento di revisione della pianta organica costituisce, da parte del Comune, atto dovuto e vincolato che deve essere adottato entro il mese di dicembre di ogni anno pari sulla base della popolazione residente nel comune nell’anno dispari che lo precede.

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, 24 dicembre 2018, n. 2187

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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