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Le tabelle millesimali

Revisione e modificazione delle tabelle millesimali: qualora i condomini, nell’esercizio della loro autonomia, abbiano espressamente dichiarato di accettare che le loro quote nel condominio vengano determinate in modo difforme da quanto previsto da codice civile, la dichiarazione di accettazione ha valore negoziale.


La vicenda era sorta a seguito di contestazioni nate tra condomini, contestazioni inerenti le tabelle millesimali e sfociate poi in un giudizio. Nella specie, si chiedeva che venisse accertato che la tabella dei millesimi relativi alle unità immobiliari ricomprese nel condominio contenesse evidenti errori e non era al contempo più attuale, siccome talune unità avevano subito modifiche e trasformazioni; motivo per cui si chiedeva quindi la determinazione della tabella dei millesimi con separazione dei millesimi dei boxes da quelli delle unità immobiliari.

Orbene, posta così la questione e sorvolando sul merito della vicenda, gli ermellini hanno ricordato che, in tema di revisione e modificazione delle tabelle millesimali, qualora i condomini, nell’esercizio della loro autonomia, abbiano espressamente dichiarato di accettare che le loro quote nel condominio vengano determinate in modo difforme da quanto previsto nell’art. 1118 c.c. e art. 68 disp. att. c.c., dando vita alla “diversa convenzione” di cui all’art. 1123 c.c., comma 1, u.p., la dichiarazione di accettazione ha valore negoziale e, risolvendosi in un impegno irrevocabile di determinare le quote in un certo modo, impedisce di ottenerne la revisione ai sensi dell’art. 69 disp. att. c.c., che attribuisce rilievo esclusivamente alla obiettiva divergenza tra il valore effettivo delle singole unità immobiliari dell’edificio ed il valore proporzionale ad esse attribuito nelle tabelle.

E spiega inoltre che, ove, invece, tramite l’approvazione della tabella, anche in forma contrattuale (mediante la sua predisposizione da parte dell’unico originario proprietario e l’accettazione degli iniziali acquirenti delle singole unità immobiliari, ovvero mediante l’accordo unanime di tutti i condomini), i condomini stessi intendano (come, del resto, avviene nella normalità dei casi) non già modificare la portata dei loro rispettivi diritti ed obblighi di partecipazione alla vita del condominio , bensì determinare quantitativamente siffatta portata (addivenendo, così, alla approvazione delle operazioni di calcolo documentate dalla tabella medesima), la semplice dichiarazione di approvazione non riveste natura negoziale, con la conseguenza che l’errore il quale, in forza dell’art. 69 disp. att. c.c., giustifica la revisione delle tabelle millesimali, non coincide con l’errore vizio del consenso, di cui agli artt. 1428 c.c. e segg., ma consiste, per l’appunto, nella obiettiva divergenza tra il valore effettivo delle singole unità immobiliari ed il valore proporzionale ad esse attribuito.

Cass. civ., Sez. II, 18 giugno 2020, n. 11846

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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