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La locazione di immobili può esser qualificata come attività commerciale?

La società di persone che svolga una attività destinata alla locazione di immobili di sua proprietà e si limiti a percepire i relativi canoni di locazione non svolge un’attività commerciale ai fini previdenziali.


La vicenda de qua aveva visto una donna opporsi all’avviso di addebito notificatole dall’INPS; nella specie, la medesima era stata iscritta d’ufficio alla Gestione Commercianti, in qualità di socia accomandataria detentrice della quota del 50% di una società immobiliare. La donna, tuttavia, evidenziava che non aveva mai avuto alcuna partecipazione personale, né prevalente né abituale, ad attività di impresa, essendo la società immobiliare funzionale al mero godimento diretto dell’unico immobile di proprietà della medesima.

Il giudice, nell’accogliere il ricorso, ha innanzitutto ricordato che il quadro normativo di riferimento è rappresentato dall’art. 1 co. 203 l. 662/1996 che dispone l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali di cui alla l. 22 luglio 1966, n. 614, e successive modificazioni ed integrazioni, dei soggetti che, tra gli altri, abbiano la piena responsabilità dell’impresa ed assumano gli oneri ed i rischi relativi alla sua gestione.

L’art. 1 della l. 1397/60, come sostituito dall’art. 29 l. 160/75, prevede l’obbligatorietà di tale assicurazione per i titolari di piccole imprese commerciali che, con l’assunzione della piena responsabilità di impresa e di tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione, partecipino personalmente al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza, disposizione applicabile, per effetto dell’art. 3 comma 1 l. 45/1986, anche ai soci delle società in nome collettivo o in accomandita semplice. Ai sensi dell’art. 1 co. 202. L. 662 cit., i soci di società a base personale che svolgano attività riconducibili al settore terziario, in presenza delle condizioni di legge, sono tenute all’iscrizione alla suddetta gestione.

Nel caso di specie, non ci sono elementi che permettano di qualificare l’attività svolta dalla società alla stregua di attività commerciale o imprenditoriale.

Per altro, si sottolinea che la qualifica di imprenditore commerciale ricorra allorché un soggetto abbia organizzato la sua attività in guisa da costituire una base di intermediazione speculativa e dar far assumere al suo guadagno i connotati del profitto, avendo in tal modo organizzato una vera e propria struttura economica a carattere industriale con un’autonoma capacità produttiva, sicché l’opera di esso titolare non sia più né essenziale né principale. Ai fini di accertare la ricorrenza della qualità di piccolo imprenditore occorre valutare alcuni criteri tra cui l’attività svolta, il capitale impiegato, l’entità dell’impresa, il numero dei lavoratori, l’entità e qualità della produzione, i finanziamenti ottenuti e tutti quegli elementi atti a verificare se l’attività venga svolta con la prevalenza del lavoro dell’imprenditore e della propria famiglia.

La società di persone che svolga una attività destinata alla locazione di immobili di sua proprietà e si limiti a percepire i relativi canoni di locazione non svolge un’attività commerciale ai fini previdenziali, a meno che detta attività non si inserisca in una più ampia di prestazione di servizi quale l’attività di intermediazione immobiliare.

Trib. Milano, Sez. lav., 29 novembre 2019, n. 2757

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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