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Qual è la natura della responsabilità degli enti?

La responsabilità degli enti, ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, è amministrativa e non penale: al suo accertamento con applicazione di sanzione pecuniaria (e non interdittiva) non consegue un automatico effetto escludente.

L’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) pubblicava per il territorio di competenza un “Avviso per la costituzione dell’elenco dei soggetti qualificati allo svolgimento degli interventi di inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriali ai sensi degli artt. 5 e 6 della l.r. n. 19/2007.

Orbene, l’odierna ricorrente, una cooperativa, entro il termine fissato per la presentazione delle domande presentava la propria domanda di partecipazione e, ancorché nessuna previsione in tal senso fosse prevista dall’Avviso, dichiarava di aver subito un procedimento ex d.lgs n. 231/2001 per il reato di truffa relativa alla condotta di un proprio precedente amministratore, deceduto in fase di indagini, di avere patteggiato la sanzione, specificando che il procedimento si era concluso con l’applicazione della sanzione nella misura minima, di avere provveduto a modificare gli organi sociali e il proprio modello organizzativo, ai sensi del decreto citato, e di avere infine risarcito il danno.

Cionondimeno, la cooperativa veniva esclusa dall’iscrizione, poiché la lex specialis prevedeva, fra i requisiti soggettivi che il legale rappresentante fosse in possesso di adeguati requisiti di onorabilità e affidabilità morale, ed in particolare di assenza di condanna definitiva per reati gravi in danno allo Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale.

Giunta la questione innanzi al T.A.R., la cooperativa ha incontrato in favore dei giudici.

Questi, in particolare, hanno evidenziato che l’avviso a cui l’istante ha aderito richiede il possesso dei requisiti di onorabilità e affidabilità morale avendo specifico riguardo – quale soggetto destinatario degli stessi – al “rappresentante legale dell’ente”. Orbene, è indubbio che, sin dalla data di pubblicazione dell’avviso per la costituzione dell’elenco per cui è causa, il rappresentante legale della Cooperativa ricorrente non fosse più lo stesso soggetto coinvolto nel procedimento penale, essendo quest’ultimo deceduto, ed essendo stata da tempo nominata nel medesimo ruolo un’altra persona, alla quale, evidentemente, non si comunica il profilo ostativo riguardante il predecessore.

Ad ogni buon conto, il T.A.R. ha altresì precisato che il d.lgs. n. 231/2001 ha delineato a carico degli enti una responsabilità amministrativa e non penale, sicché la società non è mai autore del reato e concorrente nello stesso.

T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. III, 31 gennaio 2019, n. 210

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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