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Posizionamento-autovelox-verbale

Posizionamento autovelox ed illegittimità del verbale

Nel caso ove il decreto prefettizio abbia previsto il posizionamento dell’autovelox lungo soltanto un senso di marcia e l’accertamento sia stato effettuato per il tramite di un autovelox posizionato sul senso di marcia contrapposto, consegue l’illegittimità del verbale.

Nella vicenda in oggetto, un automobilista aveva impugnato un verbale di contravvenzione elevato a suo carico in ordine alla violazione dell’art. 142 C.d.S.; il giudice di pace aveva ritenuto doversi accogliere la sua domanda poiché era accertata l’illegittima apposizione dell’autovelox sul lato destro della carreggiata, anziché sul lato sinistro, come autorizzato dal decreto prefettizio. Il tribunale si mostrava dello stesso avviso, respingendo l’appello proposto dal comune. Quest’ultimo, dunque, decideva di ricorrere per Cassazione.

Neanche qui il ricorrente ha avuto però fortuna. Gli ermellini hanno infatti ricordato che, come più volte sottolineato dalla giurisprudenza di legittimità, qualora il decreto prefettizio abbia previsto la legittima installazione dell’autovelox lungo un solo senso di marcia ed, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, ne consegue che, difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 C.d.S. debba ritenersi affetto da “illegittimità derivata”, senza che possano assumere rilevanza, al riguardo, eventuali note chiarificatrici successivamente approntate dalla competente P.A., a fronte di una precisa indicazione sulle modalità e sul punto di installazione dell’autovelox rinvenibile direttamente nel decreto autorizzativo.

Infatti, se è pur vero che il più volte richiamato del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4 (convertito, con modificazioni, nella L. 10 agosto 2002, n. 168) conferisce al prefetto la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità, precisandosi che detta norma non richiede che il provvedimento prefettizio specifichi necessariamente il senso di marcia interessato dalla rilevazione, argomentando a contrario si desume che se nel decreto prefettizio è contenuto specificamente il riferimento ad un determinato senso di marcia (come accaduto nel caso sottoposto all’esame del giudice di appello), il rilevamento elettronico della velocità e la correlata attività di accertamento (con contestazione differita) degli agenti stradali intanto potranno ritenersi legittimi se riferiti all’autovelox come posizionato in conformità al decreto autorizzativo e non, invece, con riguardo ad altro autovelox posizionato sulla stessa strada e in prossimità dello stesso punto chilometrico ma sulla carreggiata o corsia opposta, che non abbiano costituito oggetto di previsione da parte dello stesso o di altro provvedimento autorizzativo.

Cass., 9 maggio 2019, n. 12309

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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