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Procedimento per l’istituzione di nuove sedi farmaceutiche


Il potere di istituire nuove sedi farmaceutiche da assegnare ai privati compete ai Comuni, i quali, peraltro, non decidono da soli, essendo tenuti ad acquisire il parere obbligatorio (non vincolante) delle Aziende Sanitarie e degli Ordini provinciali dei farmacisti competenti per territorio.

Un farmacista impugnava la delibera della Commissione Straordinaria del Comune con cui venivano istituite ed individuate due nuove sedi farmaceutiche, nell’ambito del relativo territorio comunale.

In particolare, il ricorrente aveva sottolineato di essere titolare di farmacia sita nel medesimo ambito territoriale, di essere venuto a conoscenza del fatto che il Comune, con la delibera impugnata, senza rispettare le indicazioni impartite dalla legge aveva individuato due nuove sedi farmaceutiche, utilizzando parametri sconosciuti, che avevano portato all’istituzione di zone farmaceutiche del tutto incoerenti con il dettato della legge e che, infine, l’impugnata delibera era stata adottata senza richiedere e senza attendere i pareri dell’Asl competente e dell’Ordine dei Farmacisti.

Il ricorrente, in sostanza, lamentava la violazione, fra le altre cose, della regola procedimentale fissata dall’art. 2, co. 1, L. 475/1968, secondo il quale “Ogni comune deve avere un numero di farmacie in rapporto a quanto disposto dall’articolo 1. Al fine di assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico, il comune, sentiti l’azienda sanitaria e l’Ordine provinciale dei farmacisti competente per territorio, identifica le zone nelle quali collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”.

Ed invero alla luce di tale prescrizione e di quanto al riguardo ritenuto dalla giurisprudenza il potere di istituire nuove sedi farmaceutiche da assegnare ai privati compete, secondo la nuova disciplina introdotta nel 2012, ai Comuni, i quali, peraltro, non decidono da soli, essendo tenuti, ai sensi della norma prima richiamata, ad acquisire il parere obbligatorio (non vincolante) delle Aziende sanitarie e degli Ordini provinciali dei farmacisti competenti per territorio: ciò, affinché tramite tali pareri gli operatori sanitari pubblici ed i rappresentanti dei farmacisti privati possano esprimere le proprie posizioni in ordine all’iniziale proposta del Comune.

La richiesta di parere, dunque, non può, per la sua stessa funzione, che precedere l’atto di individuazione delle nuove sedi farmaceutiche: nel caso di specie, invece, la richiesta di parere era stata successiva all’adozione della delibera impugnata.

Per tale motivo, i giudici non hanno potuto che accogliere le doglianze del farmacista.

T.A.R. Campania, Napoli, Sez. V, 4 marzo 2019, n. 1177

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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