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La registrazione di un numero altrui su una chat integra trattamento abusivo dei dati

Integra il reato di trattamento abusivo dei dati di traffico la registrazione in una chat a contenuto erotico di un numero di telefono all’insaputa del suo titolare.


La questione giunta in Cassazione aveva visto la condanna di un soggetto alla pena detentiva di nove mesi ed a un risarcimento pecuniario per avere il medesimo registrato il numero di telefono di una donna, al solo fine di arrecarle danno, in una chat erotica invitando i frequentatori della chat a telefonare per ricevere prestazioni erotiche.

Orbene, gli ermellini hanno rigettato il ricorso loro presentato, confermando così la condanna del ricorrente.

In particolare, prendendo le mosse del nuovo art. 167 del Codice della privacy, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 101 del 2018, hanno evidenziato che la disposizione non fa più riferimento al trattamento, ma introduce l’elemento del danno all’interessato, danno all’interessato che connota anche il dolo specifico.

Ciò posto, nel reato di trattamento illecito di dati personali previsto dal medesimo art. 167, il nocumento è costituito dal pregiudizio, anche di natura non patrimoniale, subito dalla persona cui si riferiscono i dati quale conseguenza dell’illecito trattamento.

Il requisito del nocumento è tuttora richiesto, con l’ulteriore specificazione, rispetto al passato, che lo stesso deve essere arrecato all’interessato e costituisce elemento costitutivo del reato.

Ai fini della punibilità non è sufficiente che il nocumento si ponga quale conseguenza non voluta, ancorché prevista o prevedibile della condotta, essendo necessario che esso sia previsto e voluto dall’agente come conseguenza della propria azione o quanto meno previsto ed accettato in tutte quelle ipotesi in cui non si identifichi con il fine dell’azione stessa in quanto finalizzata, ad esempio, a trarre profitto dall’illecito trattamento dei dati.

Nel caso in esame, la condotta ascritta all’imputato, come accertata in punto di fatto nelle conformi sentenze di merito, di avere registrato l’utenza cellulare di altra persona, senza il suo consenso, su chat erotiche con invito a contattarla per le prestazioni sessuali, integrava pacificamente, secondo la legge in vigore al momento del fatto, una ipotesi di trattamento dei dati personali, essendo l’utenza telefonica uno di questi.

Cass. pen., 24 ottobre 2019, n. 46376

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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