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Il riconoscimento della perdita dell’avviamento commerciale

Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale rileva l’abituale esercizio, nei locali condotti in locazione, di un’attività in forma di impresa con stabile organizzazione aziendale gestita secondo criteri di economicità, non essendo il requisito dello scopo di lucro.

Nella vicenda in esame, sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello avevano tratto le medesime conclusioni, condannando due soggetti al pagamento, in favore di un’associazione, di una somma a titolo di indennità di avviamento e di restituzione di canoni non dovuti, sulla scorta di un contratto in forza del quale i condannati avevano concesso in locazione, in favore di una persona fisica cui era da ultimo succeduta l’associazione de qua, un immobile adibito ad uso di scuola.

La decisione era giustificata dal fatto che l’attività svolta all’interno dell’immobile concesso in locazione, in quanto esercitata in forma d’impresa, giustificasse il pagamento, in favore della conduttrice, all’atto della cessazione del rapporto, dell’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale; del pari, il ragionamento non avrebbe potuto essere dissimile per l’associazione subentrata alla prima conduttrice, a sua volta legittima creditrice degli importi indebitamente corrisposti a titolo di canoni anche in relazione ai periodi antecedenti la propria indicazione quale parte del contratto di locazione.

La questione, in ragione del ricorso presentato dai condannati giungeva così all’attenzione della Corte di Cassazione, che, tuttavia, si è allineata alle decisioni dei giudici di merito, rigettando il gravame.

Gli ermellini hanno, innanzitutto, ricordato che la circostanza per cui l’attività di insegnamento ha natura eminentemente intellettuale non valga, di per sé, a contraddire o a negare la possibilità della relativa organizzazione in forma d’impresa, inerendo strettamente, detta natura intellettuale, alla prestazione lavorativa dei docenti, senza tuttavia giungere a connotare l’organizzazione aziendale nel suo complesso.

Motivo per cui ove l’attività di insegnamento, o di istruzione, si presenti come il risultato di un’organizzazione aziendale, ossia di un complesso strumentale di fattori, secondario del servizio di istruzione offerto al pubblico, gestito secondo criteri di economicità, deve convenirsi che essa, in quanto non occasionale, va considerata come esercitata in forma di impresa, e dunque avente titolo per la percezione dell’indennità di avviamento.

Per altro, lo scopo di lucro non rappresenta un elemento imprescindibile ai fini della qualificazione di un’attività in termini di impresa, ad essa piuttosto inerendo, accanto al carattere abituale l’economicità della gestione.

In sostanza, ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale rileva l’abituale esercizio, nei locali condotti in locazione, di un’attività in forma di impresa con stabile organizzazione aziendale gestita secondo criteri di economicità (ossia al criterio della copertura dei costi con i ricavi di esercizio), non essendo invece necessario l’ulteriore requisito dello scopo di lucro dell’attività.

Cass., 19 settembre 2019, n. 23344

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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