Close
Ristrutturazione-immobile-privacy

Ristrutturazione dell’immobile: la pubblicazione dell’immagine della casa non viola la privacy

Non è ravvisabile una violazione del diritto alla privacy, all’immagine o della proprietà altrui nel comportamento di chi, nel proprio personale interesse, acquisisca immagini del proprio manufatto che si dimostrino prive di contenuto personale riferito al committente dell’opera.

La vicenda in esame aveva visto una coppia citare in giudizio la società che aveva eseguito i lavori di ristrutturazione del loro appartamento, chiedendo il risarcimento del danno non patrimoniale subito a causa della pubblicazione di immagini degli infissi della loro villa: l’abusiva pubblicazione di foto, sul catalogo pubblicitario dell’impresa, che ritraevano la loro abitazione, avrebbe leso il loro diritto alla riservatezza.

Tuttavia, entrambe le corti di merito, cui i coniugi si erano rivolti, avevano respinto le loro doglianze ed in effetti alle medesime conclusioni è pervenuta anche la Corte di Cassazione.

In effetti, si era rilevato che il diritto alla riservatezza si configura come specificazione del diritto alla intimità privata, inteso come esigenza dell’uomo al godimento pieno ed esclusivo dell’intimità della persona e delle proprie azioni, laddove il bene che il soggetto intende tutelare non si trova al di fuori di lui ma inerisce alla persona medesima nella sua individualità fisica o esigenza morale e sociale, mentre nel caso in esame manca qualsiasi collegamento tra la riproduzione fotografica e la persona dei coniugi, trattandosi di foto neutre, raffiguranti le sole caratteristiche e qualità tecniche del prodotto fornito e installato.

Oggetto della normativa sulla privacy sono i “dati personali“, che ineriscono a qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata od identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Costituiscono sempre dati personali quelli che riguardano la famiglia e altre situazioni personali, il lavoro, le attività economiche, commerciali, finanziarie e assicurative, i beni, le proprietà e i possessi. Il dato è quindi un bene giuridico di secondo livello, un “contenitore vuoto” all’interno del quale si pone uno specifico contenuto che – se è personale – è relativo al patrimonio informativo dell’interessato.

Conseguentemente, la ritenuta “neutralità” del contenuto dei dati acquisiti senza il consenso della parte committente di una prestazione d’opera, dai quali non si desumano riferimenti alla vita privata o ai beni personali, ma solo alle caratteristiche estetiche e tecniche del manufatto eseguito dell’esecutore dell’opera, esclude che nella condotta assunta, in assenza di preventivo consenso dell’avente diritto, possa ravvedersi una violazione degli obblighi di salvaguardia degli interessi e diritti altrui.

Nè tantomeno è ravvisabile una violazione del diritto alla privacy, all’immagine o della proprietà altrui nel comportamento di chi, nel proprio personale interesse, acquisisca dati contenenti immagini del proprio manufatto che, se anche riferite a parte del mobilio o degli ambienti in cui esso si inserisce, si dimostrino prive di contenuto personale riferito al committente dell’opera.

Cass., 29 ottobre 2019, n. 27613

Redazione A-I.it Avvocati Associati

Condividi!

Read in this month : 203

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares