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Separazione e divorzio: la nuova collocazione del figlio non ha effetto sul contributo

Separazione e divorzio: la successiva modifica del solo regime di collocazione del figlio non ha effetto automatico sulla precedente statuizione di un contributo periodico per il mantenimento.

La vicenda prende le mosse da una causa di separazione fra coniugi: in particolare, mentre in un primo momento il figlio era stato collocato presso la madre, con conseguente statuizione sul contributo che il padre avrebbe poi versato per il mantenimento del minore, in un secondo momento quest’ultimo veniva invece affidato al padre. Per tale motivo, il genitore si era opposto al decreto dell’ormai ex moglie, tramite il quale aveva chiesto gli arretrati dell’assegno di mantenimento del figlio.

Orbene, sia il giudice di primo che la Corte d’Appello erano concordi nel rigettare l’opposizione del padre, poiché la collocazione del minore presso il medesimo non aveva privato il titolo esecutivo di efficacia e validità, incombendo sul debitore l’onere di attivare il procedimento previsto dalla legge sul divorzio.

In effetti, dello stesso parere si è mostrata anche la Corte di Cassazione, che del pari ha rigettato il gravame del genitore.

Gli ermellini hanno infatti ricordato che con l’opposizione al precetto relativo a crediti maturati per il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, determinato a favore del figlio in sede di separazione o di divorzio, possono essere dedotte soltanto questioni relative alla validità ed efficacia del titolo e non anche fatti sopravvenuti, da farsi valere col procedimento di modifica delle condizioni della separazione di cui all’art. 710 c.p.c. o del divorzio di cui alla L. 1 dicembre 1970, n. 878, art. 9.

Pertanto, una volta modificati dal tribunale per i minorenni esclusivamente l’assetto della responsabilità genitoriale e le concrete conseguenze in tema di collocazione del figlio presso l’uno anziché l’altro dei genitori ex coniugi, non può prescindersi dal ricorso alla speciale procedura di revisione dei provvedimenti sul contributo per il mantenimento del figlio, di cui alla L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 9 , per rivederne, modificarne o neutralizzarne l’efficacia propria di titolo esecutivo.

Cass., 2 luglio 2019, n. 17689

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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