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Separazione: gli incontri occasionali non configurano riconciliazione

Gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano solo con la coabitazione, che non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi.

La vicenda in esame aveva visto la dichiarazione da parte del tribunale di scioglimento del matrimonio tra due coniugi, in ragione del decorso del termine triennale previsto dalla legge dalla omologazione della separazione consensuale.

La moglie, tuttavia, aveva impugnato la sentenza, lamentando la violazione dell’art. 190 c.p.c., in quanto il giudice di primo grado non aveva consentito, omettendo la fissazione del termine previsto dalla norma, di richiedere la revoca dell’ordinanza di rigetto delle istanze istruttorie dirette a provare la intervenuta riconciliazione.

La Corte d’Appello di Bari aveva però respinto il gravame; ed in effetti dello stesso parere si sono mostrati gli ermellini, che hanno rigettato il ricorso presentato dalla moglie.

In particolare, la Corte di Cassazione ha ricordato che, in forza dell’art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può, quindi, ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale.

Dunque, sulla parte che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione grava l’onere di fornirne una prova piena e incontrovertibile e ovviamente spetta al giudice del merito valutare se le prove addotte siano idonee a raggiungere tale scopo. Nella specie la rilevanza delle prove dedotte dalla odierna ricorrente è stata vagliata alla luce della predetta giurisprudenza che richiede una prova certa e non controvertibile della riconciliazione ed è stata esclusa in entrambi i gradi del giudizio di merito. Valutazione che non può essere oggetto di sindacato di legittimità in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

Cass., 26 luglio 2019, n. 20323

Redazione A-I.it Avvocati Associati

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